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La Rivoluzione Morale (normale)
 
 

SOCIETA'
25 dicembre 2008
Ogni anno che passa

Ogni anno che passa, quando arriva il Natale, sono sempre più disgustato. Al di la dello spirito religioso, che a me manca, il Natale ha ormai perso il suo senso più alto, è divenuto l’emblema della società dei consumi. Non abbiamo recepito niente dall’uomo Gesù, laicamente parlando. La sua storia ci insegna l’umiltà, la morigeratezza, la semplicità dei costumi, invece noi ricerchiamo il benessere materiale, pensiamo che più compriamo e più siamo felici. Ma è evidente che questa mentalità ci rende viziati, cinici, infelici, dipendenti dalle cose. Abbiamo perso la libertà. Non siamo più a contatto con la natura, ci emozioniamo solo se abbiamo ottenuto quel bene materiale che tanto agognavamo, non siamo più in grado di guardare il mondo e perderci dentro di esso. I nostri bambini vivono in città grigie e inquinate, e crescono con l’idolo del denaro, faranno parte della schiera sempre più folta dei fedeli del Dio denaro, un Dio che non ha scrupoli né pietà, un Dio che è capace di corroderti e farti compiere azioni disdicevoli. Il Natale dovrebbe quindi essere l’opposto di quel che è oggi, dovrebbe essere un momento di riflessione e di umiltà, e non l’elogio dello spreco, per di più in un mondo in cui vi è tanta gente che non ha neanche la possibilità di nutrirsi. Riportiamo al centro di noi la storia dell’uomo Gesù, e saremo degli uomini migliori, sicuramente migliori di quei pseudo cristiani che parlano bene e poi razzolano molto male.




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POLITICA
11 dicembre 2008
Questione (im)morale

"Il cortometraggio sulla vita di Craxi andrebbe proiettato anche nelle scuole, per dare alle nuove generazioni i necessari spunti di riflessione sul modo in cui è finita la prima repubblica".
Lo scrive Berlusconi, nella prefazione del dvd "La mia vita è stata una corsa", dedicato a Bettino Craxi. Il premier ha ragione, bisogna far vedere questo dvd anche ai ragazzi, così iniziano a capire in che paese viviamo. Dobbiamo insegnare ai giovani l'arte della tangente, valori come l'illegalità, comportamenti come la contumacia, atteggiamenti così alti e così morali che sicuramente saranno introiettati dai nostri giovani rampanti, dalla nostra classe dirigente del futuro. In ogni modo non c'è bisogno del dvd su Craxi per recepire questi valori: basta accendere la tv e ascoltare il suo degno erede al trono, colui che l'altro giorno brandiva la bandiera della "questione morale". Meno di trent'anni fa Enrico Berlinguer lanciava la parola d'ordine della "questione morale", oggi il catartico Silvio Berlusconi la ripropone. Pensate un pò: è probabile che fra trent'anni Berlusconi sarà ricordato alla stregua di Berlinguer. Sono soddisfazioni! Ma soprattutto, di questo passo, chi sarà il prossimo personaggio che rilancerà la "questione morale"? Forse Toto Riina?




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POLITICA
10 dicembre 2008
Narcolessia presidenziale

Ieri, nella colazione di lavoro dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Silvio Berlusconi si è sfogato: "Presidente, ha visto che scandalo questa tv? Ogni sera mi prendono in giro, si inventano falsità su di me. Non è un fatto personale, ma su tutti i canali va in onda il dileggio di un'istituzione: il Presidente del Consiglio". Napolitano, invece di indignarsi e di porre fine al vittimismo, tra l'altro ingiustificato, del Cavaliere, invece di rammentare al Messia di Arcore il fatto che possieda il monopolio della tv privata e il controllo della Rai (anche durante il governo Prodi), ha replicato con toni amichevoli al piagnisteo berluscomico: "Caro Berlusconi non se la prenda! Piuttosto faccia come me che la tv la accendo il meno possibile. E soprattutto non guardi più i talk show politici".
C'è da augurarsi che la dichiarazione di Napolitano fosse una boutade, ma non era forse il caso di cogliere l'occasione per porre a freno le balle sesquipedali del Premier? Va bene il dialogo istituzionale, ma ci sono dei limiti. Una balla detta una volta è una balla, ma ripetuta tutti i giorni diventa verità, soprattutto quando si hanno a disposizione 6 tv (più giornali e radio) con servi inclusi. Dato che gli italiani hanno fiducia nell'istituzione della Presidenza della Repubblica (beati loro!), si aspettano da essa un ruolo di garanzia, che non vuol dire cerchiobottismo, ma rispetto per la verità dei fatti, che non sono nè di destra nè di sinistra, ma di tutti. Coraggio Napolitano, tiri fuori gli attributi!
Mi sorge però un dubbio conclusivo: non è che gli italiani hanno fiducia nel Capo dello Stato proprio perchè non si pronuncia mai, proprio perchè dorme (o fa finta di dormire)? Non c'è problema, tanto Napolitano, da indiscrezioni molto attendibili, soffre di narcolessia, quindi possiamo continuare a fidarci del nostro Presidente!




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POLITICA
6 novembre 2008
Il Minculpop secondo Dell'Utri

Dopo l'attacco  di Silvio Berlusconi alla Rai, rea di infondere sfiducia nel paese dai suoi telegiornali infestati di comunisti, è il senatore del PDL Marcello Dell'Utri a rincalcare la dose. Il superiore di Berlusconi sostiene che la Rai è popolata da "gente che alimenta una visione negativa della vita", gente di sinistra, troppo poco ottimista. Soprattutto il Tg3, che, a dire di Dell'Utri, ha anchormen con facce "un po' gotiche e un po' dark". Perchè, spiega il senatore, "le notizie, certo, bisogna darle, altrimenti si torna al fascismo. Ma c'è modo e modo di comunicarle. Magari con conduttori più gradevoli di adesso". Una missione che, per Dell'Utri, dovrà portare a termine la nuova Rai. Insomma, aspettiamoci una nuova tornata di epurazioni.
Ma Dell'Utri ha mai guardato i tg dell'amico Silvio? Si è accorto di quanto siano fobici, di quanto instillino la cultura del sospetto verso l'immigrato, verso il "diverso"? Il messaggio dellutriano è chiaro: si alla cronaca nera, così si parla d'altro, e, se proprio bisogna commentare l'operato del governo, lo si faccia con toni encomiastici. Ma non è fascismo questo? Il modello è Striscia la notizia, un format sottoposto a censura che riesce a darti le notizie, anche le più brutte, ma con entusiasmo.
Ecco l'apertura del Tg3 della nuova Rai: in studio il conduttore Pippo Franco con affianco due belle figliole (s)vestite con abiti succinti. Prima notizia, la crisi economica: "Le borse in calo, la disoccupazione cresce, le imprese non investono, i consumatori non consumano, ma speriamo nel futuro e siamo sicuri che il nostro premier metterà tutto a posto. Chi ha perso il lavoro non si scoraggi: Silvio assumerà tutti in Mediaset. Il modello è lo stato-azienda, dichiara il premier da Parigi. In ogni modo anche senza lavoro si sta bene: potete dedicarvi alla famiglia, fare una passeggiata, guardare la tv. Prima o poi qualcosa succederà. Non avete soldi? Qualcosa succederà. Siete in mezzo a una strada? Ma sì, siete ancora fortunati che nessuno vi abbia preso sotto. E poi potete sempre chiedere l' elemosina, sempre soldi sono o vi fanno schifo?  Non c'è più nessuno che vi da l'elemosina? C'è sempre vostra moglie che può fare dei bei lavoretti, e in questo settore i dati che abbiamo a disposizione ci confermano che non c'è crisi, anzi! I vostri figli si lamentano? Non dovete mandarli a scuola, dovete portarli alle poste ad "aiutare" le vecchiette a riscuotere le pensioni. Le pensioni sono così basse che i vostri figli non si comprano neanche un gelato? C'è sempre l'eutanasia. Il Vaticano non la concede? Allora andate a pregare, ma mi raccomando, votatevi all' Unto del Signore". Seconda notizia, l'Italia fuori dall' Europa per eccessivo debito pubblico: "Abbiamo con noi un esperta economista, Iva Zanicchi, che ci illustrerà come il debito pubblico sia in realtà una risorsa. In ogni modo dobbiamo essere fieri del nostro debito pubblico. Vi rendete conto, siamo terzi, dopo U.S.A. e Giappone. Siamo all'avanguardia!". A seguire gossip, cronaca nera, tette, culi, motori e calcio.
Nella stessa intervista, concessa a Klaus Davi su You Tube, Dell'Utri elogia le politiche sociali del fascismo, bolla l'antifascismo come "obsoleto", ribadisce l'eroismo di Mangano, si dichiara vittima dell'Antimafia, difende la P2 e sostiene il valore umano e culturale di Mussolini, "che sbagliò, ma quando era al potere, lo Stato era più presente, c'era un senso di patria nel paese".
Siamo davvero sicuri che il modello di Dell'Utri, e del suo sottoposto Berlusconi, non sia davvero il fascismo, magari con qualche ammodernamento? E siamo davvero sicuri che quel modello non sia già stato applicato, che so io, in Italia, tra il 1993 e il 2008? Sveglia!




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POLITICA
21 ottobre 2008
Il compagno Syl-Vi-Yo

Europa 7, l'emittente televisiva che nel luglio del '99 aveva ottenuto la concessione governativa per trasmettere a livello nazionale, dopo 9 anni di battaglie legali, per ottenere quelle frequenze, occupate abusivamente da Rete 4, sembra davvero vicina a riceverle. Da chi? Non da Rete 4.
Siamo alle solite. Non sarà Mediaset a rinunciare a un suo canale, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale del novembre 2002 e le successive sentenze del Consiglio di Stato e delle Corte di Giustizia Europea. Per fare spazio a Europa 7 il ministero delle Comunicazioni chiede alla RAI un "sacrificio". Il Garante delle Comunicazioni (e che garanzia!) sostiene che legge Gasparri ha sanato la situazione di Rete 4 e che quindi è la RAI a doversi ridimensionare.
Tutto ciò è ovviamente paradossale. Nel '94 ('94!) la Corte Costituzionale stabiliva, in difesa del pluralismo, che un unico soggetto privato non potesse detenere tre reti nazionali, rimettendo il problema al legislatore entro l'agosto del '96. Nel '97 con la legge Maccanico si prescriveva che un soggetto non potesse detenere più di due reti e che, fino a quando non vi fosse stato un congruo sviluppo via satellite e cavo, Rete 4 avrebbe potuto continuare a trasmettere via etere (calpestando la sentenza della Corte Costituzionale). Nel luglio '99 si svolge la gara d'appalto per definire la situazione delle frequenze. Vi partecipa anche Europa 7, che ottiene le frequenze a scapito di Rete 4. La sentenza della Corte Costituzionale del novembre 2002 obbliga Rete 4 a emigrare sul satellite dal 1 gennaio 2004, per far spazio a Europa 7. Il 3 febbraio 2004, dopo un decreto di proroga rispetto al termine del 1 gennaio 2004, arriva la legge Gasparri, che salva Rete 4. Europa 7 si appella al Consiglio di Stato e alla Corte di Giustizia Europea, che le danno ragione. Dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 31 gennaio 2008, il 1 giugno 2008 si ripronuncia il Consiglio di Stato, che, con una sentenza ponziopilatesca, lascia al governo la decisione sulla questione delle frequenze di Europa 7, ma gli chiede di applicare la sentenza della Corte di Giustizia Europea. Ora, siccome al governo vi è un certo Silvio Berlusconi, e il padrone di Rete 4 è un certo Silvio Berlusconi, abbiamo capito che anche questa volta ce l'ha fatta.
Siamo a oggi: il governo chiede infatti alla RAI di lasciar spazio a Europa 7, in barba a due sentenze della Corte Costituzionale e una della Corte di Giustizia Europea. Non si capisce a che serva il Garante delle Comunicazioni, ma tutto diventa chiaro appena si osservano i suoi criteri di nomina: 4 membri eletti dalla Camera dei deputati e 4 eletti dal Senato, più un Presidente nominato dal Capo dello Stato. E' il classico ente pubblico utilizzato per piazzare i trombati dalle elezioni, gli amici, gli amici degli amici, le mogli, le sorelle, gli zii, e chi più ne ha più ne metta. Se pensiamo che dovrebbe vigilare sul pluralismo dell'informazione, garantirne l'indipendenza, l'imparzialità, bè, viene da sorridere. Tre tv in mano a un privato cittadino (in Spagna un privato, possibilmente non in politica, può avere solo il 50% di una tv), che in pìù è Presidente del Consiglio, in contrasto a più sentenze, ed è la RAI a dover far spazio a Europa 7?
Secondo il Financial Times Berlusconi riceve dai media un' "adulazione vicina ai livelli nordcoreani". I casi sono due: o il Financial Times si è riempito dei soliti "comunisti" a Silvio ostili (ce ne sono tanti a spasso di questo periodo), o il comunista (più vicino al comunismo russo o nordcoreano che a quello italiano) è proprio il nostro Premier. Ce lo potevi dire compagno Syl-Vi-Yo!




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cinema
20 ottobre 2008
Blood diamond

Più di 3.7 milioni di morti dall'inizio degli anni '90 in Africa e milioni di rifugiati, 370 mila vittime e 100 mila bambini-soldato solo in Sierra Leone, dove dall' inizio degli anni '90 è in atto una guerra civile, che ha avuto il suo apice nel '99. E' il dramma del traffico di diamanti, rappresentato dal bel film di Edward Zwick, "Blood Diamond". Non possiamo non sentirci colpevoli davanti a queste barbarie, proprio perchè sono gli stati più opulenti (soprattutto gli U.S.A.) a finanziare questo traffico insanguinato, comprando diamanti sottobanco e foraggiando di armi i signori della guerra. Quando la vostra fidanzata vi chiederà un diamante rispondetele che un diamante non "è per sempre" (come propagandava una nota pubblicità), un diamante è sfruttamento, morte, stupro, amputazione, arruolamento di bambini, rapimenti... Portatela a vedere questo film, e, se non le farà cambiare idea, vuol dire che non è la ragazza che fa per voi (a meno che voi non siate così stupidi e indifferenti quanto lei).




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POLITICA
15 ottobre 2008
Manifestare pacatamente

"La manifestazione del 25 ottobre non sarà anti-governativa" perchè dobbiamo "incoraggiare e sostenere il governo nello sforzo che sta facendo per fronteggiare l'emergenza. Quando ci sono emergenze del genere è normale che l'opinione pubblica si stringa intorno al governo." (Enrico Morando, parlamentare PD, 10 ottobre 2008, "Il Giornale")






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POLITICA
13 ottobre 2008
Li meritiamo

Sabato sera ho passato una serata a dir poco alternativa. In compagnia del mio amico Gas (a cui è venuta la grandiosa idea) ci stavamo recando ai Murazzi per concludere la nostra incredibile serata quando, quasi per gioco, Gas ha iniziato a fermare i passanti e a porgli la fatidica domanda: "Scusate, sapete dirmi che cos'è il Lodo Alfano?". Presi da non so quale illuminazione siamo andati avanti per circa un'ora, con risultati però eufemisticamente desolanti. La stragrande maggioranza dichiarava di non averlo mai sentito nominare (alcuni mi hanno risposto che si trattava di un locale, altri s'incazzavano, altri ancora entravano nel panico e ci prendevano per pazzi); una piccola parte sosteneva di conoscerne il nome ma non il contenuto; una sparuta, anzi sparutissima minoranza era informata sul provvedimento del governo Berlusconi.
Voi direte: chi ce l'ha fatto fare? Non lo so, ma questo esperimento ha rafforzato profondamente alcune mie convinzioni riguardanti i nostri compatrioti. Che l'Italia abbia un' informazione da Terzo Mondo è palese, ma ciò che ho visto coi miei occhi l'altra sera non era un fenomeno di disinformazione, ma un fenomeno di menefreghismo acuto. Se si fosse trattato di disinformazione la maggioranza avrebbe risposto conoscere che cos'è il Lodo Alfano, magari sostenendo che è un provvedimento per l'impunità delle 7 alte cariche (e non delle 4), magari rispondendo che è una legge contro le prostitute, contro i barboni, contro le galline... Insomma, avrebbe saputo ciò che gli organi di regime millantano. Non si può giustificare chi non prova neanche a informarsi, chi pensa "che tanto è tutto una merda, che tanto rubano tutti, e allora me ne frego pure io". E' la cultura, l'informazione che ci rende liberi. Se tutti rubano il motivo è che questo è un paese senza memoria, è un paese in cui riusciamo a riabilitare Craxi, è un paese dove ci sono troppi interessi, dove questo sistema fa molte volte comodo anche ad alcuni cittadini. E in ogni modo io voglio sapere se chi ho votato è pulito o meno. Se è un poco di buono perderà il mio consenso. Questa è la cittadinanza attiva, questa è la selezione delle classi dirigenti, che, se fatta da noi tutti, ci garantirebbe un ceto politico onesto, un ceto politico che rifletterebbe una società di cittadini virtuosi.
Forse dobbiamo iniziare a pensare che siamo noi italiani a volere questa classe politica delinquenziale e immorale. Un popolo di disonesti e di ignoranti non può meritarsi altro.




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POLITICA
9 ottobre 2008
Italian Graffiti

"In questo momento storico noi dobbiamo arrivare anche a scrivere sui muri. Pensate: sui muri! Il nostro movimento deve tornare sul territorio, la gente ci deve vedere, ci deve respirare [...] bombolette, latte di vernice e pennelli per scrivere Forza Italia sui muri, proprio come qui al Nord fanno i sostenitori della Lega per il loro movimento." (Silvio Berlusconi, 14 settembre 1996)

"Non è possibile che ancora ci siano certi comportamenti: vorrei che sporcare i luoghi pubblici diventi un reato. Bisogna farla finita con i cosiddetti graffiti perchè in alcune nostre città sembra di stare in Africa." (Silvio Berlusconi, 5 ottobre 2008)




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POLITICA
6 ottobre 2008
Chi è innocente

Il giudice milanese Nicoletta Gandus ha accolto la questione di incostituzionalità del Lodo Alfano proposta dal pm Fabio De Pasquale. E' la seconda volta che accade in poco più di una settimana. Prima è stata accolta dai giudici di Milano per il Processo Mediaset. Ora è accolta dalla Gandus per il processo Mills. La Corte Costituzionale quindi vaglierà la costituzionalità del Lodo Alfano. Secondo De Pasquale il Lodo viola in quattro punti la Costituzione: 1) l'art. 3, che sancisce l'eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge e l'art. 112, che prevede l'azione penale obbligatoria (già incostituzionale nel Lodo Schifani ma riproposta da Alfano); 2) l'art. 136, secondo il quale le leggi incostituzionali sono nulle, e quindi non si possono riproporre (nulla la Schifani, nulla l'Alfano); 3) la figura delle quattro alte cariche non esiste nella nostra Costituzione; 4) per derogare al principio di eguaglianza bisogna utilizzare una legge costituzionale e non ordinaria come l'Alfano. 
Secondo l'avvocato-onorevole-ministro tacito della giustizia Niccolò Ghedini "è evidente che i giudici di Milano non si rassegnano a non processare Silvio Berlusconi, che vorrebbe occuparsi invece dei problemi del paese come i rifiuti di Napoli o l'Alitalia". Ghedini si dice comunque certo che "la Corte Costituzionale accetterà la validità del Lodo Alfano", e sostiene che "una eventuale condanna di Mills non avrebbe valore politico".
Ora, forse Ghedini non sa che Berlusconi, per gli effetti del Lodo Alfano, non è più imputato nel processo Mills. Se il Lodo sarà dichiarato incostituzionale dovrà partire un nuovo processo, e Berlusconi la farebbe franca per prescrizione. E' un'altra balla il fatto che un'eventuale condanna di Mills non avrà valore politico. Se il corrotto (Mills avrebbe preso una tangente di 600 mila dollari da Berlusconi, secondo l'accusa), ovvero Mills, sarà condannato è ovvio che moralmente sarà condannato anche il corruttore, ovvero Berlusconi (ora immune). Ma forse Ghedini ha ragione: non si avranno conseguenze politiche, dato che Berlusconi e i suoi servi ribalteranno la verità processuale, sostenendo la solita tesi dell'accanimento giudiziario nei confronti del premier. Ghedini fa anche finta di non sapere che il processo Mills è iniziato il 13 marzo 2007, quando Berlusconi era all'opposizione. In un altro paese un aspirante premier con un processo in corso (e lui non ne ha solo uno) non si sarebbe potuto candidare. Invece Berlusconi si candida, vince, e poi si fa venire le convulsioni dicendo che è un perseguitato politico, che i processi sono imbastiti da giudici comunisti che non vogliono farlo lavorare. Aveva solo da non candidarsi, farsi processare e dimostrare la sua innocenza. Chi è innocente normalmente si comporta così. Non si difende dal processo, si difende nel processo; non si candida per ottenere l'immunità, ma si dimette da cariche pubbliche se rinviato a giudizio; non si candida proprio se è sotto processo, per non influenzare e non intralciare la giustizia; non accetta la prescrizione, ma vuole l'assoluzione; non vara leggi ad personam. Chi è innocente, appunto.




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